Scegliere un fotografo di ritratto non significa semplicemente trovare qualcuno che sappia usare bene una macchina fotografica. Un ritratto non è una foto qualsiasi: è un’immagine costruita con intenzione, dialogo e consapevolezza, che racconta una persona – o una relazione – oltre il suo aspetto.
In questa guida a cura dello Studio Fotografico Plastikwombat di Torino, troverai le cinque cose da sapere per capire cos’è davvero un ritratto fotografico, perché ha senso realizzarlo oggi e, soprattutto, come scegliere il fotografo di ritratto più adatto a te.
1 – Perché scegliere un fotografo di ritratto
Ha ancora senso oggi entrare in uno studio fotografico, salire su un set e uscirne con una fotografia stampata?
La risposta è sì, se quello che cerchi non è semplicemente una foto in cui “sei venuto bene” (se vuoi puoi anche approfondire su come mai vieni male in foto), ma un’immagine che abbia un significato, un’intenzione e una durata nel tempo. Il ritratto fotografico nasce proprio da questa esigenza: non riprodurre un volto, ma costruire una rappresentazione consapevole della persona.
Quello che differenzia un lavoro ben fatto da una fotografia d’autore, non è la tecnica di scatto o la post-produzione, ma una visione fotografica che vada oltre i cliché imposti dal mercato.



Ritratti dello Studio Fotografico Plastikwombat. Fotografa: Silvia Vaulà
2 – Cos’è davvero un ritratto fotografico
Per evitare fraintendimenti, partiamo da una definizione semplice.
Secondo il dizionario, il ritratto è un’opera che riproduce la figura umana; fotografico indica ciò che è ottenuto tramite la fotografia. Ne deduciamo che per realizzare un ritratto fotografico servono almeno due elementi: una persona e un mezzo fotografico, affidato – per buon senso – a un fotografo.
Ma questa definizione è solo il punto di partenza. Se ci fermassimo qui, anche una fototessera o uno scatto casuale potrebbero essere considerati ritratti. Nella pratica, però, manca un elemento fondamentale: l’intenzionalità.
Un ritratto fotografico esiste davvero solo quando il fotografo non si limita a registrare ciò che vede, ma compie scelte consapevoli per raccontare chi ha davanti.
Cosa aspettarsi quando si entra in uno studio fotografico per un ritratto? Silvia Vaulà dal nostro Vlog
Perché scegliere un ritratto fotografico e non un ritratto pittorico o un mezzo busto in marmo?
In passato la fotografia era l’alternativa economica alle arti tradizionali. Oggi non è più così.
La fotografia ha sviluppato un linguaggio autonomo, con una propria storia, i propri maestri e una propria forza espressiva. Per questo un ritratto fotografico non è più un ripiego rispetto al ritratto pittorico.
Ma il pregiudizio della superiorità artistica della pittura sulla fotografia è duro a morire.
Per questo ha preso piede un tipo di servizio fotografico chiamato Ritratto Fine art che altro non è che un’immagine iper post-prodotta in modo da sembrare un dipinto, spesso con costumi e ambientazioni che richiamano ai secoli in cui era in voga il ritratto pittorico. Non mi sembra necessario dover spiegare perché non si tratta di arte, comunque il link poche righe sopra serve ad approfondire.
E noi da Plastikwombat facciamo arte? No. Noi non vi prendiamo in giro e i servizi che comprate da noi sono dei prodotti commerciali, che uniscono la nostra visione fotografica alle vostre esigenze di clienti.
Abbiamo un nostro servizio fotografico di ritratto fine art (seguite il link per saperne di più) ma è circoscritto ai nostri progetti personali.



Ritratti di progetti artistici dello Studio Fotografico Plastikwombat. Fotografa: Silvia Vaulà
3 – Il linguaggio fotografico
Da quando la fotografia ha preso la sua strada abbandonando il pittorialismo, pittura e fotografia hanno ognuna preso la sua strada e sviluppato linguaggi che sono evoluti e variati nel corso dei decenni.
Pertanto la prima cosa di cui bisognerebbe essere consapevoli è lo stato dell’arte per quanto riguarda il ritratto fotografico e il ritratto pittorico. Che linguaggi usano gli artisti contemporanei, o per lo meno moderni?
Perché a questo punto della storia, che il mezzo sia fotografico o pittorico non ha più molta importanza, quello che importa è il modo in cui vorremmo essere ritratti. Questo ci fa scegliere l’autore e di conseguenza il mezzo. È questa consapevolezza che guida la scelta del professionista.
Probabilmente non avremo budget per rivolgerci ad un artista quotato dalle gallerie e dai critici d’arte, ci dovremmo accontentare della fiammella artistica di un onesto artigiano della fotografia o della pittura.
L’importante a questo stadio è aver acquisito una certa consapevolezza di cosa è al passo coi tempi e cosa è del manierismo, spesso standardizzato.
Come si fa? Normalmente aiuta conoscere la storia del ritratto fotografico e i sui principali esponenti, ma spesso affidarci al nostro intuito ci è sufficiente.



Ritratti dello Studio Fotografico Plastikwombat. Fotografa: Silvia Vaulà
4 – Il ritratto come esperienza culturale e valoriale
Se ci accontentiamo di “venire bene”, allora basta una foto riuscita. Ma un ritratto fotografico è qualcosa di diverso.
Decidere di farsi fare un ritratto fotografico (senza l’obbligo di esporlo in salotto) è una scelta che va oltre il prezzo. È un’esperienza culturale, come andare a una mostra o a teatro, e allo stesso tempo una scelta valoriale.
Dice qualcosa di noi, di ciò che riteniamo importante e di come desideriamo essere rappresentati. Non per forza per esporre l’immagine in salotto, ma per fermare un momento, un passaggio, un’identità.
Il fotografo di ritratto non si limita a posizionare le luci o a suggerire una posa efficace. Si chiede perché quella fotografia debba esistere. Ogni scelta sul set – dalla luce allo sfondo, dal momento dello scatto alle indicazioni date – è una risposta a quel perché.
Questo processo coinvolge anche la persona ritratta. Non è obbligatorio raccontare tutto di sé al fotografo, ma è importante sapere – o almeno cercare di capire – perché si è davanti a un obiettivo in quel momento. Senza questa consapevolezza, il ritratto perde la sua ragion d’essere.
Un ritratto è un lavoro a due: un dialogo continuo tra chi guarda e chi viene guardato, tra regista e attore. È un percorso umano prima ancora che fotografico.
Se tutti questi discorsi vi sembrano complicati e non è quello che avevate intenzione di affrontare entrando in uno studio fotografico, forse il servizio di ritratto non è quello che fa per voi.
Avete fatto diciotto, venticinque, cinquanta, novant’anni e volete semplicemente una foto ricordo del vostro aspetto? Ci sono altri servizi più adeguati, tipo le Session.



Ritratti di Famiglia dello Studio Fotografico Plastikwombat. Fotografa: Silvia Vaulà
6 – Come scegliere un fotografo di ritratto: 5 criteri fondamentali
Arriviamo ora alla parte più pratica. Se stai cercando un fotografo di ritratto, questi sono i criteri che fanno davvero la differenza.
1. Lavora con un’intenzione, non solo con la tecnica
La tecnica è un prerequisito, non un valore distintivo. Un fotografo di ritratto sa spiegarti perché scatta in un certo modo e cosa sta cercando di raccontare attraverso l’immagine.
2. Mette la persona al centro del servizio
Il ritratto fotografico è un servizio centrato sulla persona, non sull’ego del fotografo. La sua visione serve a facilitare l’emersione dell’identità di chi ha davanti.
Vuoi fare un ritratto da noi? Compila il form per avere più informazioni3. Ti coinvolge nel processo creativo
Dialogo, confronto, preparazione: strumenti come la moodboard aiutano a chiarire aspettative, linguaggi e direzione del lavoro. Un buon fotografo di ritratto non scatta “alla cieca”, ma costruisce il percorso insieme a te.
4. Sa distinguere tra diversi tipi di ritratto
Non esiste un solo modo di fare ritratto. Dal ritratto classico, essenziale e introspettivo, ai ritratti contemporanei, basati su un’idea e una narrazione visiva, fino ai ritratti di famiglia e i ritratti di coppia, dove al centro ci sono le relazioni. Un professionista deve saper spiegare queste differenze e aiutarti a scegliere.
5. È in grado di dirti se il ritratto non è il servizio giusto per te
Un fotografo serio sa anche rinunciare e proporti dei servizi più adatti. Il ritratto richiede tempo, coinvolgimento e disponibilità a mettersi in gioco.
8 – In conclusione
Scegliere un fotografo di ritratto significa scegliere una visione, un linguaggio e un modo di lavorare con le persone. Informarsi, fare domande e capire cosa si sta acquistando è il primo passo per ottenere un ritratto che abbia senso oggi e valore nel tempo.
Se vuoi approfondire i diversi approcci al ritratto o capire quale servizio sia più adatto a te, puoi continuare l’esplorazione attraverso gli articoli di approfondimento o contattarci direttamente.
Questo è il blog dello Studio Fotografico Plastikwombat, Silvia Vaulà e Paolo Grinza fotografi
